Raffreddore
RAFFREDDORE
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Raffreddore comune
Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.
Il raffreddore comune, o più semplicemente raffreddore, è una rinofaringite acuta infettiva causata in più del 90% dei casi dagli antigeni del Rhinovirus.
È un'affezione infettiva, generalmente non grave, delle prime vie respiratorie e in particolare del naso e della gola. I sintomi del raffreddore comune comprendono starnuti, produzione abbondante di muco, congestione nasale; catarro e mal di gola; tosse; mal di testa; sensazione di stanchezza.
Si tratta della malattia umana più comune; infetta gli adulti in media 2-4 volte l'anno e i ragazzi in età scolare fino a 12 volte l'anno. In talune popolazioni, non è raro incontrare tassi di infezione superiore a 3 all'anno per persona. Bambini e genitori, oltre al personale scolastico, presentano un rischio di infezione più elevato, forse a causa della elevata densità di popolazione delle scuole e della facilità di trasmissione tra membri della stessa famiglia.
Il raffreddore comune è distinto dall'influenza, che è un'infezione virale più seria del tratto respiratorio, caratterizzata dall'insorgenza di ulteriori sintomi quali un rapido innalzamento della temperatura, brividi di freddo, dolori muscolari. Per quanto il raffreddore comune in sé non sia generalmente rischioso per la vita del paziente, le sue complicazioni (quali la polmonite) possono esserlo.
Cause
La base virale del raffreddore comune ha come elementi scatenanti la scarsa circolazione d'aria e la scarsa igiene, oltre ad una diminuita risposta immunitaria che può derivare, in generale, dalle condizioni ambientali. Questi fattori risultano spesso coincidenti con i periodi di abbassamento della temperatura durante i quali tendenzialmente la popolazione non è ancora adattata alle condizioni climatiche di freddo stagionale ed è, inoltre, stimolata a chiudere porte e finestre, risiedere in ambienti chiusi ed a lavarsi meno frequentemente le mani durante la giornata.
Trasmissione [modifica]
Il virus del raffreddore comune entra nell'organismo prevalentemente attraverso naso, bocca e occhi, ed attecchisce rapidamente nelle cavità faringee e nasali; si propaga tra gli esseri umani nei seguenti modi:
* Aerosol
La propagazione tramite aerosol avviene per dissipazione ambientale di microgocce infette in sospensione nell'aria che permangono facilmente per ore in ambienti ristretti e/o non ventilati; L'aerosol viene emesso solitamente dagli individui contagiati ad esempio con uno starnuto o colpo di tosse, ed inspirato, anche dopo ore, da altri soggetti nello stesso ambiente chiuso.
* Secrezioni fisiologiche
Mucose fisiologiche infette, tra le quali le nasali, salivari e lacrimali, possono facilmente propagare il raffreddore per contatto. Questo comprende il contatto interpersonale di fluidi corporali ma anche il contatto con superfici sulle quali è deposta la secrezione principalmente attraverso un passaggio sulle mani dei soggetti.
Decorso [modifica]
Gli affetti dal virus spesso sviluppano in breve tempo (da circa 8 ore a circa 5 giorni) i sintomi e malesseri caratteristici, ma una percentuale significativa dei contagiati resta asintomatica pur restando soggetti portatori del virus; spesso i prodromi alla malattia sono una sensazione di prurito alla gola, starnuti, debolezza, tosse e perdita di appetito. I sintomi si sviluppano poi in congestione nasale, malessere, mal di testa e talvolta sfociano in febbre. Complessivamente l'intero decorso che porta alla guarigione può durare mediamente circa 6 giorni, con punte di 14 giorni.
Complicazioni [modifica]
In soggetti immunocompromessi si può temere lo sviluppo di coinfezioni opportunistiche e superinfezioni quali bronchiti, bronchioliti, polmoniti, sinusiti, otiti ed altre infezioni acute.
Il raffreddore comune può esacerbare l'asma, l'enfisema e le bronchiti croniche.
Rimedi
Cura sintomatica
Spesso la risposta al raffreddore comune proposta ad individui non immunodeficitari è solamente un trattamento sintomatico o palliativo che consiste in: antistaminici, medicinali per alleviare la tosse, disifettanti per la bocca e gola, liquido salino per alleviare la congestione del muco nasale, riposo e assunzione di liquidi per mantenere l'idratazione (escludendo caffè, coca-cola ed alcolici che invece aumentano la disidratazione).
Antibiotici [modifica]
Gli antibiotici avendo come obiettivo microorganismi, del tipo di batteri e funghi, non hanno effetti contro i virus e di conseguenza non hanno efficacia contro il raffreddore comune virale.
Antiviral
Attualmente non esistono antivirali approvati per la cura del raffreddore comune.
Magnesio cloruro
Secondo alcuni studi del prof. Pierre Delbet ed altri, quando il cloruro di magnesio è assunto ai primi sintomi di raffreddore, esso scompare quasi immediatamente dopo aver assunto anche una sola dose di 3 grammi disciolta in un bicchiere d'acqua potabile. Se il raffreddore è già in corso, sono necessarie due dosi quotidiane per evitare eventuali complicazioni. È possibile anche instillare nel naso qualche goccia di soluzione al 2% (20 grammi in un litro d'acqua).
Vitamina C
Il ruolo dell'acido ascorbico nel prevenire o addirittura curare il raffreddore comune è stato dibattuto a lungo.
Diversi studi e metanalisi hanno dimostrato ultimamente l'inefficacia del composto assunto a tale scopo in dosi paragonabili ai prodotti commerciali. Un recente studio che ha raccolto 11.350 partecipanti ha evidenziato un consistente beneficio per dosi di 100 mg solo nell'8% degli adulti e nel 13,6% dei bambini.
Viceversa un mega-dosaggio (1.000-10.000mg/die) di vitamina C assunto su base permanente quotidiana, secondo i seguenti studi dimostra l'efficacia del composto: l'uso di dosi massicce di acido l-ascorbico ha evidenziato fattori di prevenzione e protezione in doppio cieco se assunti su base regolare quotidiana e non ad hoc come cura all'insorgenza dei sintomi; i fattori di protezione determinano, su base statistica, una significativa diminuzione dell'incidenza del raffreddore comune ed in ogni caso una diminuzione dei tempi di recupero e riabilitazione rispetto al gruppo di controllo, come dimostrato in un lavoro di Linus Pauling. Peraltro i tempi di reassorbimento renale dei livelli plasmatici di vitamina C è di circa 10-15 minuti, per cui le dosi massicce per essere effettive dovrebbero essere distribuite in più assunzioni lungo l'arco della giornata.
Suffumigi
L'inalazione di vapore acqueo caldo pare curare o alleviare il raffreddore comune secondo alcune culture tradizionali.
Non ci sono evidenze scientifiche che supportino l'utilizzo di questo vecchio rimedio popolare. Su base statistica è dimostrato che l'adozione di tale pratica può essere non solo inefficace per la cura del raffreddore, ma addirittura pericolosa: esiste una casistica di danni alle vie e tratti respiratori provocati dall'inalazione di eccessivo vapore caldo, specialmente per quanto riguarda l'applicazione dei suffumigi a bambini.
Igiene
È stato dimostrato che l'azione meccanica del lavaggio delle mani con semplice acqua e sapone comune rimuove efficacemente la gran parte degli agenti infettanti[4] ed è fortemente effettivo nella prevenzione del raffreddore comune. È stato proposto nel 2002 dal Centers for Disease Control and Prevention statunitense di utilizzare per il lavaggio delle mani un gel alcolico per massimizzare l'abbattimento degli agenti infettivi.
Echinacea
L'echinacea è una pianta tradizionalmente utilizzata come rimedio o prevenzione di malesseri comuni ma l'efficacia del suo impiego per il raffreddore comune è controversa.
Studi scientifici approfonditi sulle preparazioni di questo rimedio naturale non hanno finora dato una risposta definitiva in alcun senso.
Zinco
Un recente studio ha dimostrato che lo zinco acetato (in losanghe contenenti 13.3 mg di zinco) abbrevia la durata e riduce la severità dei raffreddori comuni comparato ad un gruppo di controllo con placebo in doppio cieco. In pratica l' Intracellular Adhesion Molecule-1 (ICAM-1) viene inibita dallo zinco ionico presente nelle losanghe, e la differenza tra i due gruppi di controllo è stata evidente e significativa statisticamente[5].
Isolamento
Il metodo più efficace in assoluto per la prevenzione del raffreddore comune è evitare, nei periodi di maggior diffusione del virus, ogni contatto con altre persone o luoghi frequentati da altre persone; per la sua cura, invece, l'isolamento non è una misura effettivamente risolutiva.
Raffreddore allergico
La rinite allergica (indicata anche come raffreddore allergico, raffreddore da fieno) è una patologia infiammatoria acuta e ricorrente a carico della mucosa nasale secondaria ad una reazione acquisita ad un antigene esogeno (allergene).
Epidemiologia
La rinite allergica rappresenta l'affezione più comune a carico delle alte vie aeree e si ritiene che circa il 20% della popolazione sia affetta da questa patologia (di vario grado ed entità). Benché possa verificarsi a tutte le età, l'esordio è comune nel periodo puberale e comunque prima dei 20 anni. Tipica della rinite allergica è il profilo evolutivo, con periodi di remissione e riacutizzazioni che tendono a seguire i cicli stagionali. Con il passare degli anni sono possibili mutamenti per quanto riguarda lo gravità dei disturbi (pattern in crescendo o in decrescendo) e il numero di sostanze alle quali si è allergici.
Eziologia e patogenesi
Fisiologicamente la mucosa respiratoria è esposta al contatto con molti antigeni presenti nell'aria inspirata; in questo contesto si realizza una reazione immunitaria con produzione di anticorpi che tuttavia non hanno un significato patologico. Patologicamente, una eccessiva reattività del sistema immune o un deficit costitutivo o momentaneo di IgA, può esitare verso un'esuberante risposta anticorpale con produzione di anticorpi della famiglia delle IgE. La porzione Fc delle IgE può legarsi a recettori presenti nella superficie dei mastociti (FcεRI e FcεRII) e, se presente la molecola antigenica, scatenare una trasduzione di segnale intracellulare che ha come conseguenza il rilascio di mediatori primari dell'allergia quali istamina, leucotriene D, fattore chemiotattico eosinofilo e fattore di attivazione piastrinica. Queste sostanze causano:
* Vasodilatazione
* Aumento della permeabilità vascolare
* Ipersecrezione da parte delle ghiandole mucipare (in conseguenza all'eccesso di perfusione)
* Stimolazione delle terminazioni nervose
Questi momenti patologici sono responsabili dell'ostruzione nasale, dell'idrorrea, del prurito, degli starnuti e possono innescare anche asma bronchiale. Condizione necessaria affinché si realizzino questi fenomeni è l'alterata produzione di IgE che si realizza in un contesto di inadeguata risposta immune; in questo senso, è stato documentato come individui allergici siano caratterizzati da una risposte immune polarizzata verso la componente umorale (linfociti T CD4 Th2) grazie ad un pattern citochinico caratterizzato dalla presenza sproporzionatadi IL-4, IL-5, IL-6 e IL-10. È inoltre possibile constatare come figli di un genitore allergico abbiano circa il 20% di possibilità di diventare a sua volta allergici, con una probabilità che sale fino a 80% in caso di entrambi i genitori.[1]Tale fenomeno è attribuibile a fenomeni di ereditarietà complessa con trasmissione a penetranza variabile di mutazioni geniche predisponenti allo sviluppo di diatesi allergica. Il profilo clinico-patologico riflette la natura dell'allergene; questo significa che mentre la rinite allergica dovuta alla presenza di pollini ha un carattere stagionale, la forma dovuta alla presenza di forfora di animali domestici o agli escrementi di Dermatophagoides pteronyssimus tende invece ad essere perenne.
Anatomia patologica
Nella fase acuto-critica l'epitelio appare iperplastico, con cellule mucipare in intensa attività mitotica e infiltrazione mastocitica. I tessuti appaiono edematosi, con turbinati di colore biancastro e ricoperti da uno strato sieroso translucido; in alcuni casi è possibile osservare lo sviluppo di degenarazione polipoide. Nei periodi intercritici non vi sono alterazioni evidenti.
Profilo clinico
La fase acuto-critica è caratterizzata da:
* Senso di ostruzione di grado variabile alla respirazione nasale
* Anosmia
* Starnuti in serie
* Prurito nasale (spesso esteso al palato e alle congiuntive)
* Idrorrea
* Cefalea
* Iperemia congiuntivale (oculoretinite allergica)
Il soggetto è in grado di riferire la relazione tra gli attacchi e le esposizione a fattori scatenati (pelo di animali domestici, periodi di remissione stagionale). Nel caso di cronicizzazione, l'ostruzione respirazione nasale può manifestarsi anche nei periodi intercritici.
Profilo diagnostico
In un contesto anamnestico compatibile, la rinoscopia è in grado di dimostrare la tumefazione della mucosa nasale che ricopre i turbinati, di colore pallido e ricoperta da un film sieroso. All'ispezione, la cute del volto del soggetto appare edematosa ed iperemica, soprattutto a livello periorbitario e perinasale. La dimostrazione della sensibilizzazione avviene tramite un test di cutireazione (prick test) che si allestisce appoggiando su piccole lesioni praticate nella cute del soggetto (si utilizza un ago sterile) una serie di gocce contenenti antigeni diversi. La comparsa di una reazione cutanea (edema ed iperemia) localizzata è probativa della sensibilizzazione. Si utilizza una goccia di istamina al fine di valutare l'attendibilità del test. Ulteriori approfondimenti sono:
* PRIST, ricerca del titolo anticorpale delle IgE sieriche totali
* RAST, test sensibile e specifico, basato sulla ricerca delle IgE sieriche specifiche per antigene
* Studio del secreto nasale, citologia e ricerca di IgE
Il RAST è un test dotato di elevata sensibilità, del tutto privo di rischi e non influenzato dall'eventuale trattamento antistaminico.
Terapia
Il primo presidio terapeutico è l'allontanamento degli allergeni, onde diminuire la frequenza delle fasi acute. In queste ultime si rende necessario l'impiego locale di vasocostrittori (agonisti alfa adrenergici), antistaminico e corticosteroidi. Può essere associata una terapia sistemica a base di antistamici e corticosteroidei. I dati allergometrici possono essere usati per impostare una terapia desensibilizzate specifica basata microdosi di allergene assunti per via sublinguale; in tal modo si innesca un'intensa risposta anticorpale basata sulle IgA che riduce il rischio di contatto tra l'antigene le IgE.
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| 312 Visualizzazioni | Nov 11, 2010 | 0 Voto | 0 Voto |

















