Argan
Argan - olio di argan
L'argan o argania (Argania spinosa) è un albero endemico del Marocco (nelle sue zone sudoccidentali, e in particolare nella pianura del Souss).
Il nome argan con cui la pianta è conosciuta corrisponde al nome locale, in lingua berbera (tashelhit) e significa olio.
L'argania è un albero dai rami spinosi (da qui l'epiteto spinosa), alto da 8 a 10 metri, assai resistente e che può vivere anche 150-200 anni.
I fiori, da bianchi a giallo-verdastri, compaiono tra maggio e giugno. Il frutto è una bacca ovale, fusiforme, lunga circa 30 mm, che quando è matura è giallo-bruna e che contiene una noce estremamente dura, al cui interno vi sono tre "noccioli". Un albero ne produce circa 8 kg all'anno. Le foglie, verde scuro e coriacee, servono di nutrimento a cammelli e capre. Queste ultime non esitano ad arrampicarsi sui rami per brucarle.
La popolazione berbera dell'Atlante ha sempre utilizzato l'olio di argan per le sue virtù alimentari e cosmetiche. Come il tè, anche l'olio di argan viene tradizionalmente offerto agli ospiti insieme al miele in segno di ospitalità.
L'olio di Argan
Esistono due tipi di olio d'argan, a seconda che i noccioli vengano o meno tostati prima dell'uso.
L'olio cosmetico, più chiaro, si usa applicandolo sulla pelle e sui capelli èd è ritenuto efficace contro la caduta dei capelli, gli eczemi, la disidratazione della pelle, ecc.
L'olio alimentare, più scuro e dal sapore più forte a causa della torrefazione dei semi, viene utilizzato come olio per condire gli alimenti. È molto nutritivo e costituisce, in minima quantità assieme a mandorle tritate e miele, l'amlu, una pasta molto nutriente tradizionale, consumata per la prima colazione. Il consumo di olio ha anche un profondo significato rituale derivato dalla cultura berbera, come il bagnare la bocca dei neonati con una goccia d'olio, in segno augurale, o offrirlo simbolicamente agli ospiti.
Per le rese incredibilmente basse (da 100 kg. di frutto, si ricava 1 litro d'olio), questo olio è molto costoso. Salvo una parte minore prodotta e consumata localmente, la produzione specializzata è quasi tutta esportata.
La ricercatrice della Università di Rabat, Zoubida Charrouf, ha contribuito in modo sostanziale alle conoscenze scientifiche di quest'olio e degli altri sottoprodotti dell'argan, ed inoltre alla sua estensione al mercato imprenditoriale. Grazie al CRDI ("Centro di Ricerca per lo Sviluppo Internazionale, società pubblica canadese), ed anche per effetto della sua attività personale ha operato per fondare le prime cooperative di lavorazione dell'olio di argan, con criteri imprenditoriali, formate e dirette interamente da donne.
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| 208 Visualizzazioni | Aug 6, 2011 | 0 Voto | 0 Voto |

















